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Medea: cala il costo del gas, ma occorrono scorte strategiche

SASSARI. Nonostante le notizie poco rassicuranti che arrivano dalla Crimea, il gas non rincara e prosegue il trend al ribasso iniziato già da febbraio. I numeri arrivano dalla Medea, la società che distribuisce il gas cittadino e che sottolinea come si assista, dopo un rincaro registrato a gennaio a una netta riduzione dei costi: a febbraio del 5,10% e a marzo con un ulteriore 3,57% . L'impennata di gennaio era dovuta all’aumento repentino dei costi della materia prima sui tre mercati di riferimento mondiale: FOB N Sea (Mare del Nord), FOB Algeria e FOB S Arabia. Le mutevoli condizioni di politica internazionale, ma anche la posizione geografica e la situazione economica della Sardegna, ripropongono oggi con maggior urgenza la necessità di uno stoccaggio strategico nell'isola. Un argomento che era stato al centro di un convegno, lo scorso ottobre, nei locali della Camera di Commercio di Sassari e dove, sia i dirigenti della Regione che il delegato del ministero delle Infrastrutture, si erano impegnati per dare il via all'iter che consentisse di ubicare i depositi del gpl, da stoccare, nella zona industriale di Porto Torres.

Una soluzione che aveva trovato il parere favorevole e il sostegno di tutti gli amministratori locali, che avevano sottolineato la necessità di spezzare un monopolio sui prezzi del gpl ed eliminare il pericolo di esaurire il gas, in periodi con condizioni climatiche particolarmente rigide, un'eventualità che si era verificata, perfino in città, qualche anno fa. Sarebbe opportuno che il recupero delle infrastrutture della cittadina turritana fosse inserita, a pieno titolo,  nel nuovo Piano energetico regionale, della nuova Giunta regionale, in quanto potrebbe ridurre sensibilmente il gap energetico della Sardegna, rispetto al resto dell’Italia.