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Medea ripara la condotta, rientra l’allarme per il gas

SASSARI. L’allarme blackout fortunatamente è rientrato. Almeno per il momento. Gli operai di Abbanoa – su precisa richiesta del prefetto di Sassari – hanno “prosciugato” l’enorme pozza d’acqua, profonda più di tre metri, che si era formata qualche settimana fa nella borgata di Caniga, vicino a un sottopasso della 131 in seguito a una grossa perdita.

Solo in un secondo momento si era scoperto che quella falla piena d’acqua aveva sommerso la principale condotta del gas che alimenta quasi tutta la rete cittadina. L’allarme era stato lanciato dallo stesso direttore generale della società Medea, Paolo Porcu: «Case, ospedali, scuole, asili di Sassari potrebbero restare senza gas se la tubatura dovesse aver subìto grossi danni». Fortunatamente i tecnici di Medea due giorni fa hanno appurato un danneggiamento parziale del rivestimento bituminoso della condotta e lo hanno quindi sostituito. Ora però dovranno fare delle verifiche più approfondite. La buona notizia è che per il momento sembrerebbe scongiurato il rischio blackout. Una cosa è certa: se la condotta fosse rimasta ancora sommersa (e quelle tubature non sono certo costruite per sopportare una permanenza di oltre tre mesi in mezzo all’acqua) l’interruzione della fornitura di gas sarebbe stata una scelta obbligata.

Porcu, richiamando la responsabilità di Abbanoa, aveva anche sollevato un altro problema: «Le imprese di appalto dell’ente gestore dell’acqua continuano a fare lavori e scavi senza avvisare gli altri gestori dei sottoservizi, senza chiedere informazioni e, soprattutto, quando mettono a nudo dei tubi, non si premuniscono di capire che cosa veicolano». In questo caso era stato messo a nudo il tubo che collega lo stabilimento di Caniga con la rete gas di Sassari. Medea, intanto, ha dato mandato ai suoi legali di verificare le precise responsabilità di Abbanoa. (na.co.)