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Scroccava il gas a Medea con cui aveva un debito di 9mila euro: denunciato

SASSARI. Deve a Medea 9mila euro di bollette arretrate ma invece di saldare il debito rompe i sigilli messi dalla società al raccordo che collega la rete cittadina con la sua abitazione e continua a usare il gas a scrocco. Protagonista della vicenda è un imprenditore sassarese, di cui non sono state rese note le generalità, che vive nella zona di San Giuseppe. L'uomo è stato denunciato ora per danneggiamento e furto di gas. 

I fatti hanno inizio già diversi anni fa, quando l'utente si era allacciato alla rete del gas cittadino per  cucinare, per scaldare l’acqua e per il riscaldamento centrale dell’appartamento. Dopo poco tempo, però, l'uomo aveva iniziato a non pagare le bollette, arrivando ad accumulare un debito di 9mila euro. Nonostante i solleciti di Medea, la situazione ha solo continuato a peggiorare e così la società del gas ha messo un blocco al raccordo che collegava la rete cittadina all'abitazione. L'imprenditore però non si è dato per vinto: ha scardinato le piombature e ha continuato a servirsi del gas cittadino. A quel punto l'azienda ha tagliato il tubo che collegava il contatore con la rete e ha denunciato l'utente, in attesa dell’intervento di un pubblico ufficiale che consenta l’ingresso nell’abitazione, in modo da poter accedere al terrazzino dove è stato installato il contatore, di proprietà della Medea, e poterlo asportare definitivamente. 

All'inizio, infatti, Medea, per agevolare le utenze e ridurre al minimo le spese, anziché installare i contatori in batteria e quindi al piano terra, li piazzava nelle terrazze. 

“Comprendiamo le difficoltà delle famiglie in un momento così drammatico per l’economia dell’isola – ha dichiarato il direttore generale di Medea, Paolo Porcu – e infatti prima di provvedere alla sospensione del servizio inviamo diverse lettere di sollecito, ma in questo caso, nonostante i ripetuti inviti, era stato accumulato un debito considerevole. Si è quindi reso necessario l’intervento risolutivo dei nostri tecnici e la richiesta di un provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria”.