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Il Comune rimuove i bomboloni del gas dei privati

Sassari - L'Amministrazione comunale ha deciso di intervenire nelle aree di sua proprietà che da diversi decenni erano state abusivamente destinate all'alloggio di bomboloni di gas gpl, con relative tubature, gestite da fornitori privati. Infatti dopo la segnalazione di Medea, unica concessionaria della distribuzione del gas cittadino, delle irregolarità in atto nelle zone "incriminate", il Comune ha ordinato lo sgombero dei depositi entro il prossimo mese di agosto. La verifica dell'ubicazione di contenitori destinati allo stoccaggio di notevoli quantità di gas, in zone pubbliche che sarebbero dovute invece essere destinate, a verde pubblico, servizi, parchi, o impianti sportivi, ha portato dunque all'individuazione di diverse situazioni di sostanziale pericolo per l'incolumità pubblica (soprattutto per la mancanza di conoscenza e di autorizzazione delle tubazioni posate in suolo pubblico), oltre che di violazione del diritto di esclusiva sancito dal Comune di Sassari con Medea.
 
Per ovviare all'interruzione del servizio, ma anche per evitare di far pagare costi aggiuntivi per il nuovo allaccio, un distributore privato ha già siglato un accordo con la concessionaria Medea che prevede lo smantellamento dei bomboloni, in diverse zone della città, ed il passaggio - se accettato dai singoli clienti - alla rete cittadina a condizioni particolarmente favorevoli.

Le aree interessate saranno quelle di Sassari 2 ed una sulla Buddi Buddi, dove circa 450 utenze potranno, con una semplice richiesta, effettuare un passaggio indolore, da un punto di vista economico, ma anche mantenere la continuità dell'erogazione del gas. La domanda dovrà essere presentata entro un anno, è questo il limite di tempo stabilito negli accordi anche per quanto riguarda la restituzione della caparra, che era stata versata al distributore privato, e che sarà rimborsata da Medea. La concessionaria cittadina, con sede in via Torres, si accollerà anche gran parte delle spese (circa 250 euro a nucleo familiare) che dovranno essere affrontate per adeguare le tubazioni al passaggio dell'aria propanata, il cui diametro è differente da quello utilizzato per il gpl, in quanto è stato già predisposto per l'arrivo del metano. Il passaggio, previ i necessari lavori, sarà quindi organizzato entro i prossimi sei mesi.

Per sensibilizzare il Comune Medea aveva fatto richiesta di "accesso agli atti" verificando diverse situazioni "anomale" nel territorio comunale. Dalla documentazione è anche emerso che in alcuni casi, anche se il bombolone è stato collocato in un'area privata, le sue tubazioni attraversano strade pubbliche. Una situazione di potenziale pericolo, in quanto non essendoci mappe pubbliche da consultare (come quelle redatte e depositate da Medea) eventuali lavori per infrastrutture che dovessero comportare l'apertura del sottosuolo comporterebbero gravi rischi, quali la rottura di un tubo in polietilene in cui il gas viaggia ad una pressione molto alta, rispetto a quella dell'aria propanata.

L'emergenza interesserebbe nell'immediato i vigili del fuoco che comunque richiederebbero l'intervento dei tecnici Medea, che pur non essendo obbligati alla manutenzione di reti private sono spesso costretti, in quanto esperti (magari con un precetto prefettizio), ad intervenire con gravi rischi dovuti alla mancanza di mappe. Al momento non è stata decisa dal Comune alcuna disposizione, ma, in considerazione del recente ordine di smantellamento dei bomboloni, non è escluso un ulteriore provvedimento dell'Amministrazione anche riguardo ad altre reti private ubicate sul suolo pubblico.